Dal taylorismo al mobile. La storia vera dell'usabilità

13/11/2018

 

[u·ṣa·bi·li·tà/]
"L'efficacia, l'efficienza e la soddisfazione con le quali
determinati utenti raggiungono
determinati obiettivi in determinati contesti" 
International Organization for Standardization (ISO)  

C'era una volta un ingegnere americano chiamato Frederick Winslow Taylor, che un giorno ebbe un'idea: studiare scientificamente il lavoro e migliorare l'efficienza della produzione industriale.

Scrisse un libro che rivoluzionò i metodi di lavoro, L'organizzazione scientifica del lavoro. Da questo libro (oltre che il concetto di taylorismo) nacque il concetto di usabilità: una principessa da fiaba protagonista della nostra storia.

Nel 1916, Frank e Lillian Gilbreth ridussero le attività lavorative in piccoli step, ma anche più rapidi e semplici. Il metodo fu applicato anche nel corso della I Guerra Mondiale per insegnare ai soldati ad montare e smontare le armi al buio.

Vent'anni dopo, il Palm Beach Post, un quotidiano della Florida, pubblicò l'annuncio pubblicitario di un nuovo frigorifero. Tra le caratteristiche, la sua usabilità.

Dal 1936 si salta al 1943: un militare dell'esercito americano di nome Alphonse Chapanis dimostra che "l'errore del pilota" può essere ridotto attraverso l'introduzione di una consolle più intuitiva, e quattro anni dopo John E Karlin dei Bell Labs diventa Responsabile del nuovo Dipartimento Preferenze dell'Utente (più tardi Dipartimento Fattore Umano), che perfeziona il sistema di composizione dei numeri ancora in uso oggi.

1967: Micheal Scriven compone un sistema di valutazioni nel campo della formazione da utilizzare per l'apprendimento degli studenti. La terminologia sarà applicata successivamente per le diverse tipologie di valutazioni di usabilità.

Nel 1979 i Permanent Labs sperimentano all'IBM i "test sommativi di usabilità", e appare la prima pubblicazione scientifica a inserire il termine usabilità nel titolo, The Commercial Impact of Usability in Interactive Systems di John Bennett.

Nel 1980 Ericson e Simon pubblicano Verbal Reports as Data, incentrato sull'utilizzo della Tecnica Thinking Aloud (Pensare ad Alta voce), che dal 1982 verrà utilizzata da IBM per il Cognitive Interface Design. 

In un Tutorial per Utenti di Computer alla prime armi, Alphonse Chapanis descrive il concetto di usabilità come un'attività formativa, suggerendo che in un gruppo di 5-6 utenti di uno stesso software si evidenzieranno i maggiori problemi di usabilità.

Nel 1984 appaiono le 997 linee guida per il Design di Software di Interfacce Utente di Smith e Moser e il libro Il Fattore Umano di Harry Hersh e Dick Rubinstein, che descrive l'interazione uomo-macchina.

Il 1985 è l'anno di Designing for Usability: Key Principles and What Designers Think di Gould e Clayton Lewis: da qui in poi arriveranno testi come Computer Usability Testing and Evaluation di Richard Spencer,  Designing the User Interface di Ben Shneiderman, e il famoso La caffettiera del masochista. Psicopatologia degli oggetti quotidiani di Don Norman.

Il resto della storia, che passa da Don't Make me Think. Un approccio si buon senso all'usabilità web e mobile di Steve Krug fino alla creazione della User Experience Professionals Association (UxPA), è in una interessante infografica che ti proponiamo.

Vuoi saperne di più? Con il corso Test di Usabilità in Pratica di Stefano Dominici impari a progettare, pianificare e svolgere test di usabilità dai risultati efficaci.

 

Calendario dei corsi

Dicembre

ROMA | Luned́ 16

Brand-Led Experience Design
Iscrizioni chiuse - Posti esauriti

MILANO | Luned́ 16

Design Systems
Iscrizioni chiuse - Posti esauriti

Gennaio

MILANO | Luned́ 27

Intranet management in pratica

Seguici su