AI partecipativa e approccio agile: la chiave è la ricerca

26/09/2018

 

di Stefano Bussolon

 

Come qualcuno dei miei colleghi sa, io nutro alcune perplessità su alcuni aspetti dell’approccio agile.

 

La questione che ritengo più critica è che l’approccio è fortemente orientato agli sviluppatori, ma di fatto ignora l’utente.

 

In teoria, l’utente viene rappresentato dal product owner, che generalmente crede di sapere di cosa gli utenti hanno bisogno.

Ma chi si occupa di user research sa che quello che il committente crede e quello di cui gli utenti hanno davvero bisogno spesso sono due mondi diversi.

 

Il problema emerge in maniera chiara nella definizione delle user stories e nella prioritizzazione del backlog. La forma verbale come [ruolo] voglio fare [azione] per [scopo] certifica l’illusione che basti indossare il cappello dell’utente per diventare user centered.

 

Per sviluppare un prodotto che davvero garantisca una buona user experience, è necessario però investire nella fase di ricerca con utenti ed esperti di dominio e nella fase di progettazione le risorse ed il tempo necessari, possibilmente evitando di chiamarlo sprint zero, visto che è impensabile impostare il lavoro nel tempo di uno sprint.

 

Tornando al tema delle user stories e del backlog, per identificare delle storie e delle priorità che rispecchino i bisogni degli utenti, diventa necessario utilizzare i metodi dell’architettura dell’informazione partecipativa: coinvolgere un numero adeguato di utenti reali, e chiedere loro cosa vogliono.

 

Dalle risposte emerse, integrate con altre fonti, creare una lista e tornare dagli utenti, chiedendo in questo caso di valutare l’importanza relativa delle diverse voci.

 

Attraverso questi strumenti, è possibile creare delle user stories in cui si riporta la vera voce degli utenti, le loro parole.


E, grazie alla valutazione di importanza, la priorità delle storie potrà tener conto non solo delle richieste del committente, ma anche - se vogliamo che il prodotto sviluppato venga usato davvero - dalle richieste degli utenti.

 

L’architettura dell’informazione partecipativa utilizza una serie di strumenti che possono trasformare un progetto agile in un prodotto che risponde ai bisogni degli utenti, più che alle ipotesi del product owner.

Il corso

Per approfondire il tema dell’architettura dell’informazione partecipativa, e per imparare ad utilizzare gli strumenti di ricerca appropriati (free listing, valutazione di importanza, card sorting, affinity diagram, tree testing) iscriviti al corso che terrò con UXUniversity.

L’architettura dell’informazione partecipativa - UXUniversity

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