3 motivi per cui dovresti imparare a progettare i chatbot

16/10/2018

 

di Toni Fontana

 

I programmi che simulano le nostre conversazioni, così detti chatbot, si stanno sempre più diffondendo nelle nostre piattaforme di comunicazione. Di pari passo gli assistenti vocali, la punta avanzata dei chatbot, entrano nella nostra quotidianità, senza fare grande clamore.

Sebbene tutti abbiamo già, nel nostro smartphone, questa tecnologia a disposizione. 

1. Chatbot e assistenti vocali sono il nuovo trend dell’innovazione e delle interfacce conversazionali.

Grandi aziende come Google, Amazon, Apple, Microsoft si stanno muovendo lentamente, ma inesorabili nello sviluppo dei loro assistenti vocali. 

Così come sono inesorabili nella distribuzione della tecnologia. Si veda, ad esempio, il recente aggiornamento di Google Chrome che permette l’uso di Google Assistent all’interno del browser anche da PC dotati di microfono. O l’imminente arrivo di Alexa di Amazon anche in Italia.

L’impegno di chi sviluppa le assistenze vocali è però rivolto in particolar modo alle capacità di riconoscimento vocale e alla costruzione di un ecosistema dove gli assistenti vocali (chatbot con voce) possano vivere e comunicare.

Al momento, sono a venire e scarseggiano (in italiano) i servizi, cioè le azioni e lo sviluppo delle capacità che questi assistenti vocali dovranno compiere.

L’invito rivolto a tutti è di progettare e sviluppare questi servizi.

Se sei nel campo del customer service, del servizio al pubblico, del copy, della vendita, sicuramente stai osservando questo trend e vuoi capire meglio come funziona e cosa ci si può fare.

In molti si sono lanciati affrontando la sfida. E alcune aziende hanno lanciato il proprio chatbot con riduzione dei tempi di risposta ai propri clienti.

Così come in tanti hanno fallito.  

Per questo gli scettici sono ancora tanti. In molti sono convinti che le persone non saranno disponibili ad aggiungere sensori e smart speaker nelle proprie case, che non saranno disposte a parlare con bot e chatbot. I giornali insinuano paure e dubbi su queste nuove tecnologie.

2. Il numero dei fruitori è in crescita costante 

Eppure i dati dicono il contrario. Le persone sono attratte da questa tecnologia e ne fanno uso. Negli Stati Uniti, per esempio, sono presenti 90 milioni di smart speaker. Un numero destinato a crescere, se non a raddoppiare, già il prossimo anno. 

Nei prossimi anni dunque, ci aspetta una diffusione notevole delle assistenze vocali così come dei chatbot. 

A questo cambiamento tecnologico si accompagnerà il cambiamento delle abitudini delle persone. I chatbot saranno un ulteriore canale di comunicazione con le aziende e con chi offre servizi alle persone. E questo significa una notevole riduzione dei costi e di tempo, soprattutto perché un chatbot risponde sempre e in tempi brevissimi.  

chatbot uxuniversity

3. Per far funzionare bene un chatbot devi progettarlo bene. 

Al momento, numerosi sono gli strumenti che permettono di costruire un chatbot qualsiasi. Infatti, in molti, spinti dalla velocità di realizzazione, si sono lanciati proprio sugli strumenti, ideando e improvvisando chatbot per i propri canali. Qualcuno sta funzionando bene. Altri funzionano male. 

Cosa manca a questi ultimi? Manca una progettazione. Se da un lato, infatti, i supporti tecnologici permettono a chiunque di realizzare, in poco tempo, un chatbot, dall’altro lato possono essere un’arma a doppio taglio.

Perché la tecnologia migliora e si modifica. Gli strumenti cambiano.

E quando impariamo ad usare al meglio uno strumento, forse ne sta nascendo un altro che ci permetterebbe di fare lo stesso lavoro con meno risorse.

Ciò che serve, invece, è una sana progettazione del chatbot.

La progettazione permette di ideare un chatbot funzionale fin dall’inizio e a lungo termine. E grazie alla progettazione sarà ovvio individuare gli strumenti adeguati al raggiungimento dei nostri obiettivi. La progettazione, insomma, permette di risparmiare tempo e denaro. 

Durante il corso Progettazione dei chatbot affronteremo diverse metodologie dell’User Experience Design. 
È un corso trasversale e faremo spesso riferimento a diverse discipline.
Spesso, rimanderemo anche ad altri corsi di UXUniversity. 

In un solo giorno non potremo approfondire tutto.

Percorreremo insieme tutti i passaggi necessari per realizzare un chatbot semplice ma efficace, che si potrà arricchire appena arrivati a casa.

Parleremo di Personas, UX Storytelling, Tone of Voice e conversazioni, tra teoria e pratica.


Sarà un momento in cui ciascun partecipante avrà appreso alcuni metodi dell’UX Design utili anche per altre attività di progettazione e comunicazione. 

Vuoi conoscere meglio Toni Fontana? Sul suo sito web trovi tutto su di lui.

E se ancora non ti basta, guarda il suo video di presentazione e iscriviti al corso Progettare i chatbot

 

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