Sai come pensano le persone? Allora sei un buon designer

07/11/2018

 

Sei un digital designer, e il tuo lavoro è creare siti e app che le persone possano usare in modo semplice, per compiere le azioni che immaginavi quando li hai progettati. Ma sai davvero come ragionano i tuoi utenti e perché fanno (o non fanno) le azioni che hai immaginato?

Per spiegare come funzionano le persone e perché pensano, sentono e agiscono in un certo modo ti raccontiamo una storia. (Ma se vuoi sentirla raccontata tutta davvero bene lunedì 12 novembre Andrea Fiacchi ne parla a Milano nel corso Le fondamenta cognitive dell'UX)

Questa storia ha due protagonisti: si chiamano Sistema 1 e Sistema 2 e operano nel cervello di tutti gli esseri umani.

Sistema 1 è un impulsivo. Agisce di fretta, in automatico. Sembra faccia tutto senza sforzo, e che non sia troppo attento a quello che fa. Sistema 1 è quello che crede alle voci di corridoio perché gli sembrano plausibili. Pensa che una mela sia più buona perché è lucida e tonda, e che il vicino di casa sia un rocker perché indossa sempre una giacca di pelle.

Sistema 2 è pigro. Quando può passa il lavoro a Sistema 1, e quando deve proprio fare le cose è attento, selettivo, concentrato.
Un vero pesantonese fa un sorpasso su una strada trafficata smette di parlare, e se deve lavorare a un progetto importante stacca il telefono.

Sistema 1 e Sistema 2 vivono nello stesso condominio, anzi, nello stesso appartamento.

Sistema 1 è quello che raccoglie le impressioni e le sensazioni del palazzo. Sistema 2 invece ci ragiona su e valuta bene cosa sia vero e cosa sia una diceria.

Con Sistema 1 ci parli del più e del meno, ma quando fai discorsi complicati entra in scena Sistema 2, che elimina le chiacchiere superflue e protegge il tema più importante.

Sistema 1 e Sistema 2 sono il nostro modo di pensare. Sistema 1 entra in scena per primo, perché ci costa meno fatica. Se Sistema 1 non è in grado di svolgere un compito, arriva Sistema 2, ma brucia energie e ci fa sentire stanchi dopo pochi minuti.

E’ per questo che quasi sempre siamo Sistema 1 e più raramente Sistema 2.

Si chiama legge del minimo sforzo (principle of least effort). Se ci sono più modi di fare un’azione, il nostro cervello sceglie quello che richiede meno impegno mentale. 

Il risultato è che siamo abili a fare tante cose. Siamo andati sulla Luna ma ci fidiamo della pubblicità, siamo preda degli stereotipi, crediamo alle fake news e non verifichiamo le bufale, e altre cose poco razionali (ma molto umane) che non ci piace ammettere.

Il primo requisito per progettare siti migliori è capire come convivono Sistema 1 e Sistema 2.

Sapere come funziona il nostro cervello, come elabora il mondo intorno a noi e gli dà un senso significa creare siti facili da usare dove le persone fanno le cose che abbiamo immaginato per loro. 

Insomma, il vero senso del design user centered.

Ti è piaciuto questo post e vuoi sapere come funziona il nostro pensiero e perché è così utile anche nel marketing? Iscriviti al corso di Andrea Fiacchi!

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